Francois Schneider, divulgatore di Decrescita

Videointervista ad uno dei protagonisti del movimento. Il racconto della sua marcia

di Marina Ferrara

Francois proprio non sa stare fermo.
L'ho conosciuto la scorsa estate,durante la Scuola di Decrescita, sull'Isola di Sant'Erasmo, piccola oasi di piena campagna nella laguna di Venezia.
L'abbronzatura del suo viso non lasciava dubbi: rolex cellini replica watch o si trattava di un pescatore oppure di un gran camminatore! La sensazione che ebbi da subito fu che Francois avesse in sè l'irrequietezza e l'equilibrio del viaggiatore: l'irrequietezza di chi non può fermarsi troppo a lungo in un luogo; l'equilibrio di chi sa stare bene e a proprio agio anche con persone che conosce appena.



Francois ci aveva raggiunto alla Scuola per parlarci del movimento della Decrescita e della sua militanza al suo interno. La semplicità e chiarezza delle sue parole, la sua limpida decisione, resero una lezione serale tanto avvincente da tenerci tutti a far domande oltre Mezzanotte.
Fu in quell'occasione che Francois mi parlò per la prima volta della sua marcia, un lungo cammino attraverso la Francia intrapreso nel 2004, condiviso dapprima con Jujube poi con Ouellet…due asini!
Una marcia, proseguita per oltre un anno, che aveva uno scopo: portare in giro per la Francia le ragioni della necessità di "decrescere", raccontarle in ogni tappa non solo presso le tante conferenze di cui è stato protagonista, ma anche a tutte le persone incontrate sul suo cammino.
Francois e il suo compagno asino hanno marciato da soli, attraverso le quattro stagioni, riscoprendo il significato del viaggiare a passo d'uomo (...e a passo d'asino!) a ritmi lenti, ormai in via d'estinzione, fermandosi qua è là per mettere giù le borse e scambiare due chiacchiere con la gente del luogo.
"Colporteur de décroissance", si definì Francois, ovvero "divulgatore della decrescita".
Ma "Colporteur" ha il significato anche di "venditore ambulante" e sebbene Francois non avesse nulla da vendere e molto da dare, questa è la traduzione che preferisco quando penso a lui e Jujube che viaggiano per il paese, sotto il sole e con la neve, a portare in giro semplicemente un’idea, un pensiero, un progetto politico.
Ma questo ragazzo pieno di entusiasmo che si avventura per la Francia a dorso di mulo non è solo un ambientalista militante: ricercatore in ecologia, con un dottorato di ricerca in controlli ambientali, François ha lavorato presso vari istituti ambientali in Francia, Paesi Bassi, Austria, Estonia, Portogallo.
Eppure nel suo lavoro Francois non è mai riuscito ad abbracciare l'idea che la soluzione ai problemi ambientali e sociali del Pianeta fosse la crescita, neanche la crescita economica delle aree “svantaggiate” del mondo. Ha sempre optato, piuttosto, per un approccio preventivo ai problemi, basato sulla necessità ecologica di ridurre l'estrazione di materia prima e di tener conto dell'impatto dei nostri consumi negli altri paesi e sulle altre persone.
L'intenzione della Decrescita è, ci spiega Francois, quella di atterrare dolcemente su un livello di economia e di consumo "inferiore", sostenibile, proporzionale alle reali esigenze delle persone, per evitare semplicemente di "giocare a fare la meteorite"!
L'alternativa al rallentamento è quella di continuare ad inseguire la crescita esponenziale di pochi privilegiati a discapito di molti, di proseguire nel consumo dettato dalle logiche autoaccrescitive del mercato piuttosto che dalle reali esigenze delle persone, con conseguenti sprechi ignobili nei paesi ricchi e mancanza di beni di prima necessità in quelli poveri.
Questa impennata tuttavia non potrà essere eterna neanche per i più fortunati del pianeta, e come ogni “picco” che si rispetti anche questo comporterà una caduta, tanto più drammatica quanto più alto sarà il punto da cui si cadrà!
E se si tiene conto che da tre secoli la crescita non si è mai arrestata...ci aspetta una bella vertigine!
Sono in molti a ritenere, anche estranei alle file della Decrescita, che l'attuale crisi economica, politica e sociale sia proprio l'inizio della "caduta libera": non resta che rallentare per attutire il colpo! Queste sono più o meno le considerazioni che Francois ha messo in valigia prima di mettersi in marcia, e che ha presentato nelle quarantacinque tappe francesi fatte nel corso di quell'anno.
La felice conclusione della lunga marcia di Francois lascia ben sperare: dalla tappa di Lyone, il 3 luglio 2005, a lui si sono unite un migliaio di persone, che si sono avvicendate da Lione a Magny-Cours, accompagnandolo nella marcia per quasi un mese. Francois e Jujube erano partiti soli, con poche borse e una proposta coraggiosa.
All'arrivo erano in cinquecento. 

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